giovedì 10 luglio 2014

I nostri bambini

Anche se i nostri bambini crescono con la velocità del fulmine, non possiamo dimenticare che sono bambini, attirati da qualsiasi cosa.

Ci sono persone che per loro attitudine e carattere pensano sempre in maniera positiva, e questo è sicuramente un bene per la crescita dei loro figli: sono abituati alla condivisione, alla fiducia, al gioco.

Però.

Però non dobbiamo dimenticare che i bimbi, di qualsiasi età, sono una preda facile per chi, coscientemente o no, ha un'ossessione nei loro confronti.

Senza moralismi, allarmismi o pretese di insegnamento, condivido un video che ho visto sulla bacheca FB di un'amica, con la speranza di allargarne il più possibile il raggio di visualizzazioni.

Chi tra voi riesce a non sentirsi a disagio pensando a "potrebbe succedere che..."?



Even if our children grow up at an impressive speed, we can't forget they're children, attracted by almost averything.

There is people that for their attitude and nature always think in a positive manner, and this is undoubtedly good for their offspring growth:  they're used to sharing, playing and being confident.

But.

But we must not forget that children, at every age, are an easy target for who, consciously or not, is obsessed with them.

Without moralism, alarmism or thinking I am teaching anything, I share a video that I've seen on the Facebook board of a friend, hoping to enlarge its popularity.

Who among you can feel at ease thinking "it could happen that..."?


giovedì 17 aprile 2014

Google glasses... a cosa servono?

Me lo ero chiesta anch'io e mi rispondevo con un "boh!", pensando a quanti fighetti avrebbero voluto comprarli per vedere subito se nelle vicinanze c'era un tabaccaio o una pizzeria.



Invece, oggi i Google Glasses hanno esordito in un ospedale che conosco, con un medico che conosco... bene.

 
 
Mi piace questo modo di usare la tecnologia! :)

lunedì 7 aprile 2014

Selfie o non selfie?

C'è poco da fare, in quest'epoca autoreferenziale non esiste sostantivo più azzeccato di SELFIE.

Quasi nessuno resiste a ritrarre se stesso nel suo momento migliore, pronto per una festa o invece pronto per andare a correre.


L'estate scorsa, la moda del momento era fotografare le proprie estremità una volta toccato il suolo della località di vacanza prescelta (ebbene sì, quello l'ho fatto anche io).

 
Ora secondo me la cosa sta decisamente prendendo una piega umoristica, perché pare sia molto in voga fotografare le proprie facce dopo aver... beh, diciamo dopo gli incontri amorosi (e mi chiedo: si vedranno belli? ... mah!)

Comunque sia, mai come questa mattina mi sono resa conto di essere definitivamente e assolutamente inadeguata a questo modo di fare "social": nel fine settimana, ho incontrato cari amici che non vedevo da tempo, tanto tempo e...

... NEANCHE UNA FOTO DA METTERE SUI SOCIAL!!!









Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il termine selfie, derivato dalla lingua inglese, può essere liberamente tradotto dallo slang come autoritratto fotografico, tipicamente eseguito con un palmare, fotocamera digitale o telefono cellulare.
        


giovedì 3 aprile 2014

Spring in Pink







La primavera è arrivata e dovremmo adeguarci.






Anche se non siamo così bellissime, nulla ci vieta di guardare più volte questo video di Dior e cercare di ricreare almeno in parte sul nostro viso la magia che dona un tocco di rosa.



Del resto, che ci vuole? :)

lunedì 31 marzo 2014

I bravi ragazzi esistono ancora

Avere un figlio maschio è impegnativo: niente pomeriggi a ritagliare i vestitini di carta nel "Gira la Moda", pochi film al cinema, molte ore passate a guardar calciare un pallone, serate a discutere sull'ora in cui andare a dormire, soprattutto il lunedì, quando le trasmissioni sul calcio si sprecano e l'Italia diventa la patria di milioni di aspiranti commissari tecnici.

Ieri mi sono "sorbita" una vera giornata da tifosa, dall'acquisto del biglietto in curva, al panino preso al chiosco, all'attesa dei giocatori una volta terminata la partita: l'attesa è stata lunga, ma la faccina orgogliosa di mio figlio quando uno alla volta i suoi campioni accettavano di farsi fotografare con lui, ha ripagato la pazienza che ho dovuto metterci.

Così ho finalmente potuto apprezzare quello che i vecchi tifosi granata amano della loro squadra: molti giocatori si fermano ancora a salutare, farsi fotografare, non hanno la puzza sotto il naso dei "salvatori della Patria" che militano in altre squadre e tirano dritto.

Soprattutto, tanta tenerezza e fiducia nel fatto che non tutto il calcio sia popolato di palloni gonfiati, mi ha fatto Matteo Darmian, che contrariamente ai compagni di squadra è uscito dallo stadio a piedi, con un trolley, per mano alla fidanzata e con mamma e papà.

I bravi ragazzi esistono ancora.