Alzi la mano chi non si è mai chiesto come deve sentirsi Babbo Natale: migliaia di letterine da leggere, le renne da sfamare, i regali da preparare, il vestito da stirare per consegnare i regali...
Bene!, ora abbiamo tutti l'opportunità di testare almeno in parte le sensazioni del simpatico vecchietto: basta andare tutti in una farmacia comunale e comprare il costume da Babbo Natale, il cui ricavato verrà devoluto interamente alla Fondazione FORMA, che si occupa del benessere dei piccoli pazienti dell'ospedale Regina Margherita, a Torino.
Una volta che avrete il costume, il gioco sarà quasi fatto: potrete partecipare al 4° raduno dei Babbi Natale proprio di fronte all'ospedale!
Lasciatevi coinvolgere, entusiasmare, sorprendere dalle centinaia di persone che vestite come voi (cioè tutti intabarrati nel costume rosso e bianco) faranno festa ascoltando musica, assistendo agli spettacoli, mangiando la polenta e salsiccia preparate dagli instancabili alpini e popolando il piazzale per far godere uno spettacolo incredibile ai piccoli pazienti incollati alle finestre.
Vi lascio il link al sito dell'Associazione ed un invito: venite anche voi a sorridere con noi!
http://www.fondazioneforma.it/evento.asp?id=44
ps: fidatevi, ve lo dico con cognizione di causa... questo sarà il nostro terzo raduno!
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venerdì 29 novembre 2013
martedì 8 ottobre 2013
Bello come la mamma, intelligente come il papà
... non si diceva così una volta?
Quando le nostre mamme e le nostre nonne finalmente convolavano a nozze, subito tutti si premuravano di augurare un rapido arrivo della cicogna, portando un frugoletto che fosse possibilmente bello come la mamma ed intelligente come il papà, sottintendendo così che la bellezza fosse la virtù più importante che potesse avere una donna (insieme alla pazienza, alla modestia ed alla bravura in cucina e nel badare alla casa).
Oggi però finalmente abbiamo la prova che i nostri frugoletti effettivamente tanto svegli e carini abbiano preso da noi ben più del colore degli occhi o dei lineamenti delicati: l'80% dell'intelligenza dei bimbi proviene dalla mamma.
Eh sì, hai voglia dire che "ha delle inclinazioni" o "ha i tuoi stessi difetti", il Dottor Peterson dell'Università del Michigan ha testato più di 3.500 bimbi ed i loro genitori, arrivando alla conclusione che circa l'80% dell'intelligenza dei bimbi è dovuta alla loro madre.
Questo è il link alla notizia che ho trovato in Rete: http://quelchenonsapevi.it/bambini-ereditano-gran-parte-dellintelligenza-mamma/
Non vorrei che il dottore se ne avesse a male, ma un'amica alla notizia ha commentato: "bastava chiedere alle madri!"
... e voi, cosa ne pensate?
Quando le nostre mamme e le nostre nonne finalmente convolavano a nozze, subito tutti si premuravano di augurare un rapido arrivo della cicogna, portando un frugoletto che fosse possibilmente bello come la mamma ed intelligente come il papà, sottintendendo così che la bellezza fosse la virtù più importante che potesse avere una donna (insieme alla pazienza, alla modestia ed alla bravura in cucina e nel badare alla casa).
Oggi però finalmente abbiamo la prova che i nostri frugoletti effettivamente tanto svegli e carini abbiano preso da noi ben più del colore degli occhi o dei lineamenti delicati: l'80% dell'intelligenza dei bimbi proviene dalla mamma.
Eh sì, hai voglia dire che "ha delle inclinazioni" o "ha i tuoi stessi difetti", il Dottor Peterson dell'Università del Michigan ha testato più di 3.500 bimbi ed i loro genitori, arrivando alla conclusione che circa l'80% dell'intelligenza dei bimbi è dovuta alla loro madre.
Questo è il link alla notizia che ho trovato in Rete: http://quelchenonsapevi.it/bambini-ereditano-gran-parte-dellintelligenza-mamma/
Non vorrei che il dottore se ne avesse a male, ma un'amica alla notizia ha commentato: "bastava chiedere alle madri!"
... e voi, cosa ne pensate?
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mercoledì 24 luglio 2013
It's a boy... Congratulations!
L'altro giorno è nato l'erede al trono d'Inghilterra, figlio di William & Kate.
Tutto il mondo sta mandando auguri e congratulazioni, ma io (sarà perchè da piccola li guardavo sempre) ho trovato tenero e divertente lo sketch dei Muppets:
Tutto il mondo sta mandando auguri e congratulazioni, ma io (sarà perchè da piccola li guardavo sempre) ho trovato tenero e divertente lo sketch dei Muppets:
Congratulazioni ragazzi, e se proprio volete fare i regnanti moderni e non volete saperne di tate, perlomeno leggetevi il libro della Hogg! :)))
mercoledì 17 luglio 2013
Ninna nanna, ninna oh... (Questo bimbo, adesso, a chi lo do?!?!??!!!!)
Sembra passato un secolo da quando mio figlio (che per il web ho taaanto immodestamente ribattezzato “il principe”) non voleva saperne di dormire.
Ricordo chiaramente serate passate sul divano chiedendomi: ora che dorme, e che per un paio d’ore abbondanti ancora dormirà, mi godo la serata con mio marito, guardo un film senza interruzioni, mi faccio una maschera oppure… corro a dormire, visto che tra poco ricomincia la tortura?
Il principe si svegliava anche 6 volte per notte. Un inferno piuttosto simile alla scena di “Sorvegliato Speciale” nella quale Sylvester Stallone viene continuamente disturbato in qualsiasi attività dalla voce che gli chiede “nome e numero!” (se volete rendervi conto... cliccate qui).
Non so come siamo riusciti a resistere.
Vocine suadenti ci suggerirono il Nopron, che a dire il vero alla soglia dei due anni provammo, sia pur riluttanti e scettici (ce l’aveva prescritto la pediatra, vedendo che non c’era verso che questo bimbo imparasse a dormire una notte filata e che noi genitori eravamo allo stremo); funzionò: anziché 6 volte per notte, il principe si faceva sentire al massimo 3 volte.
Ci venne però uno scrupolo e dopo i primi 10 giorni di “cura” interrompemmo la somministrazione, e tutto tornò come prima.
Dopo una settimana, tornammo al Nopron pieni di speranza: il risultato fu disastroso.
I risvegli erano di nuovo almeno 5 per notte, e la mattina dopo era più insonnolito e, diciamolo pure, più rimbambito che mai. Capimmo quindi che quella non sarebbe stata la strada giusta: lui non era più il solito bimbo allegro e sveglio durante il giorno, e la notte non dormiva lo stesso.
Ingranammo una bella retromarcia e decidemmo che avremmo resistito senza Nopron.
Tempo prima una cara amica mi aveva consigliato un libro nemmeno tanto voluminoso: “Il linguaggio segreto dei neonati”, di Tracy Hogg. Devo essere sincera: lo avevo letto ed avevo pensato: “troppo tardi, avrei dovuto applicare queste dinamiche alla sua nascita, o comunque quand’era più piccolo”, accantonandolo così sulla libreria.
Questa storia del sonno però, stava diventando IL problema da risolvere, così mi trovai a cercare il volumetto tra i libri e ad immergermi nel capitolo “Sleep”.
Scoprii che come per tutto il resto, i fondamentali sono: stabilite una routine e soprattutto, MANTENETELA.
Complice l’estate, nuove abitudini, nuovi scenari e soprattutto una maggiore rilassatezza di genitori e nonni grazie alle vacanze, è stato più facile arrivare ad avere un bambino più sereno, gratificato, rassicurato…
È stato semplice: con l’assertività di una mamma stravolta ho insegnato a tutti coloro che avrebbero avuto a che fare con i suoi risvegli (papà e nonni) che non avremmo più dovuto tirarlo su dal lettino per dargli la camomilla, che non avremmo più dovuto stimolare la sua attenzione accendendo lucine o toccandolo troppo: sarebbe bastata la nostra voce ed eventualmente una carezza… c’è voluto un po’, ma tra il Nopron di gennaio e le 9 ore filate di agosto… non c’è bisogno di commenti.
Potrei anche pensare che ormai, arrivati ai 30 mesi di vita, fosse il momento in cui con una maggiore stanchezza e consapevolezza, il principe si sarebbe comunque finalmente goduto una notte intera di sonno (e noi con lui!), metodo o non metodo.
Però… Che bene ha fatto, a me, in quel momento, sapere che un simile problema si poteva gestire?
Ora mi trovo a sentire di amiche, sorelle di amiche, eccetera che hanno questo stesso problema, e sento un bisogno viscerale di salvarle.
Ecco quindi un po’ di link:
Da Wikipedia, per saperne di più su Tracy Hogg ed il suo metodo
Sul web ho trovato anche questo sito, che si propone come aiuto per i genitori sfiniti, e che si ispira al metodo della Hogg: Le fate della nanna.
Buona notte!
P.S.: spero che dal mio tono allegro e sereno risulti piuttosto chiaro che ora quando il principe tocca il cuscino cade addormentato profondamente e così rimane fino al mattino. Mamma e papà, ora più vecchietti e meno tolleranti, ringraziano davvero commossi.
P.P.S.: non abbiamo mai voluto arrenderci al metodo Estivill (o Ferber, altro metodo “cruento” tanto di moda negli U.S.A.): abbiamo scelto di avere un figlio e di esserci sempre, per lui. Insegnare il sonno non è tradire tuo figlio in uno dei momenti di maggiore sconforto che possano provare i bimbi di quell’età. Questa è la nostra opinione.
mercoledì 22 maggio 2013
#TISALUTO
Ognuno di noi può fare la differenza: leggete questo breve e interessantissimo articolo, impariamo anche noi ad alzarci e andarcene dicendo #TISALUTO, insegnamolo ai nostri figli! :)
http://vitadastreghe.blogspot.it/2013/05/tisaluto.html

In Italia l'insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.
Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.
In Italia l'insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all'umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.
Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.
A gennaio di quest'anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto.
Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.
L'abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.
L'abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.
Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.
Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).
Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.
Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.
Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.
Andiamocene. E diciamo #tisaluto.
Questo post è pubblicato/ribloggato in contemporanea anche da altre/i blogger: Marina Terragni, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo, Giovanna Cosenza, Sabrina Ancarola, Mammamsterdam, Zeroviolenzadonne, Un altro genere di comunicazione, Ipazia è(v)viva, La donna obsoleta, Laboratorio Donnae, Sud De-Genere,Coppette amore e..., Politica Femminile, Caso mai, Zauberei, Cosmic Mummy, in genere, the new Brix Blog, Mammaeconomia, Donne in ritardo, Valentina Maran, malapecora, Essere Donne, I Fratelli Karamazov, Anarkikka, Il porto delle nuvole, Considerazioni di una donna, Donne Viola, Sabrina Barbante, Ho fatto il composto!, Carla "conta" e crea, Blog di Sara, 101 uomini più..., Elena, Se non ora quando, EMPOROS, La solita Simonetta, No alla violenza sulle donne, Non lo faccio più, L'Italia che cambia, ma la notte no!, corpografie sessuali, Family Life, The Blake House, A.R.P.A. Raggiungimento Parità, La fila indiana, miniEva
E nella versione maschile da Lorenzo Gasparrini, Mente Miscellanea, O capitano! Mio capitano!
Se ti va, copincollalo anche tu!
http://vitadastreghe.blogspot.it/2013/05/tisaluto.html

In Italia l'insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.
Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.
In Italia l'insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all'umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.
Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.
A gennaio di quest'anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto.
Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.
L'abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.
L'abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.
Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.
Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).
Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.
Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.
Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.
Andiamocene. E diciamo #tisaluto.
Questo post è pubblicato/ribloggato in contemporanea anche da altre/i blogger: Marina Terragni, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo, Giovanna Cosenza, Sabrina Ancarola, Mammamsterdam, Zeroviolenzadonne, Un altro genere di comunicazione, Ipazia è(v)viva, La donna obsoleta, Laboratorio Donnae, Sud De-Genere,Coppette amore e..., Politica Femminile, Caso mai, Zauberei, Cosmic Mummy, in genere, the new Brix Blog, Mammaeconomia, Donne in ritardo, Valentina Maran, malapecora, Essere Donne, I Fratelli Karamazov, Anarkikka, Il porto delle nuvole, Considerazioni di una donna, Donne Viola, Sabrina Barbante, Ho fatto il composto!, Carla "conta" e crea, Blog di Sara, 101 uomini più..., Elena, Se non ora quando, EMPOROS, La solita Simonetta, No alla violenza sulle donne, Non lo faccio più, L'Italia che cambia, ma la notte no!, corpografie sessuali, Family Life, The Blake House, A.R.P.A. Raggiungimento Parità, La fila indiana, miniEva
E nella versione maschile da Lorenzo Gasparrini, Mente Miscellanea, O capitano! Mio capitano!
Se ti va, copincollalo anche tu!
giovedì 4 aprile 2013
I veri viaggiatori...
Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "Andiamo", e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Charles Baudelaire
L'altro giorno i miei "ragazzi" sono partiti da casa con le loro biciclette per quello che chiamano "il giro avventura": si parte di casa ed usufruendo delle piste ciclabili (dove ci sono!) si arriva fino a Moncalieri, attraversando parchi e costeggiando il Po.
Trovano aree gioco, scoprono angoli di natura (quasi) incontaminata, alberi caduti che bloccano le stradine, incontrano cani a volte fin troppo espansivi... ma tutto serve ad avvicinarci alla nostra vera natura di scopritori, e per rinnovare il piacere di fare, insieme, qualcosa di "avventuroso".
Alla fine della fiera, mal contati, i chilometri macinati sono stati circa 22.
Ma come dice questa foto che ho trovato in Internet, "nessuna strada è lunga in buona compagnia".
martedì 26 marzo 2013
La mamma è sempre la mamma
Oggi ho sbirciato come al solito il blog di Linus, e come spesso succede ho approfondito il suggerimento che spesso si trova in fondo ai suoi post.
E' molto divertente e, soprattutto, mi ha fatta riflettere su come anni di frequentazione di forum femminili, chiacchiere tra amiche e confronti con le mamme dei compagni di scuola non cambino in fondo mai due verità immutabili nel tempo: una, che tutte le mamme del mondo sono uguali, e due, che noi stesse ci troviamo a dire ai nostri figli quello che avevamo giurato che non avremmo mai detto, quando a sentirlo eravamo noi.
sabato 28 gennaio 2012
Cari padri, facciamo INSIEME i genitori
... troppo importante per non essere condiviso!!!
Cari padri, facciamo insieme i genitori:br /prendete anche voi il congedo volontario
Cari padri, facciamo insieme i genitori:br /prendete anche voi il congedo volontario
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martedì 6 dicembre 2011
Domenica 4 dicembre, dalle 10 alle 14, davanti all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, si è tenuto il raduno dei babbi Natale, una festa che ha coinvolto bimbi, genitori, nonni.
In piazza Polonia, davanti ad una vistosa macchia bianca e rossa, è andato in scena uno spettacolo condotto da Marco Berry, presenti anche gli acrobati della scuola di circo Vertigo e la fanfara della Brigata Taurinense degli Alpini.
Scopo dell’iniziativa benefica, promossa dalla Fondazione Regina Margherita-Forma Onlus, è richiamare migliaia di persone vestite da babbo Natale sotto le finestre dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, per regalare un sorriso ai bambini ricoverati e lungodegenti, oltre a sensibilizzare e promuovere le attività di Forma Onlus. (da www.spaziotorino.it)
e qui ecco il link alla Fondazione Forma
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