giovedì 3 settembre 2015

Bald & Bold

Nell'immaginario sociale, una bella donna ha una chioma fluente di capelli folti, lucidi e sani.

Il grigio è il colore delle nonne, del tempo andato, delle occasioni forse perdute; della saggezza, della maturità, del capello corto o raccolto, simbolo della "testa a posto" che si ha, ormai, a quell'età.

Complice forse il "si è già visto tutto", questa primavera-estate ci ha portato le teste grigie di bellissime ragazze che con chiome fluenti o testoline da Gian Burrasca hanno portato il colore dell'anno in giro per i locali dove di solito le nonne non vanno.


www.stylosophy.it


www.stylosophy.it

www.bellezza.pourfemme.it


www.hairadvisor.com




Ad Haarlem hanno voluto strafare, quest'estate, ed hanno avuto il coraggio di esporre una mostra che dimostra, una volta per tutte, che essere donna non significa solamente avere i soliti orpelli che caratterizzano il cosiddetto sesso debole, anzi...

... la mostra espone decine di fotografie nelle quali le donne reduci dalla perdita dei capelli, ma non della battaglia più importante, si sono messe a disposizione dell'obiettivo: calve, ma audaci e temerarie.

Preoccupate del giudizio degli altri? Non troppo, direi.

A proposito, la mostra si chiama Bold, audace, ma anche Bald, calvo: a voi le foto che sono riuscita a catturare con il mio smartphone!




se sapete l'olandese, potete godervi la presentazione alla stampa:http://www.dichtbij.nl/zuid-kennemerland/uitgaan/artikel/4039123/fotoexpositie-bold-bald.aspx 





mercoledì 17 giugno 2015

A lunga durata

Sono in vacanza, la mia preziosa settimana di vacanza a giugno.
Per me significa tornare nella cittadina ligure dove ho trascorso le vacanze della mia giovinezza, dove porto al mare il mio bimbo da che è nato.
È una settimana di completo relax, di esperienze gastronomiche vecchie e nuove, di scoperte di negozi e locali, di shopping fatto con tutta calma.
Stamattina intorno alle 11:30 ho accompagnato la mia mamma alla ricerca di un rossetto, ma essendo lei una signora che tiene si all'immagine, ma anche alla sostanza, l'ho portata da Kiko (è ovunque, no?).

Beh, tra le pur tante proposte non ha trovato il colore che cercava... eppure abbiamo cercato!

Quello che mi ha lasciata sconcertata qualche ora dopo però è stato che un certo "Double touch lipstick", un rossetto a lunga durata, in effetti mantenesse le promesse, anche più del previsto... questa è la mia mano, sulla quale ho provato il colore, fotografata alle 20:


Tra l'applicazione del rossetto e la foto ci sono stati in mezzo due bagni in mare, qualche spalmata di crema solare e un numero ragionevole di lavaggi di mani.

Fate voi.

Io, per me, tornerò al mio buon vecchio "Ultra glossy stylo" numero 811 😊


giovedì 16 aprile 2015

6 TU

Quando ti guardo svestito e vedo la tua schiena, le tue gambe muscolose e le spalle larghe, mi sembra incredibile che tu sia lo stesso neonato che ho portato via con me qualche anno fa, in una fredda sera di gennaio.
Così piccolo e indifeso, dovevi aver sentito la nostra emozione nel sistemarti nel guscetto e non parlare, papà guidando e io cercando di scorgere un movimento, un'emozione, un piccolo vagito.
Ti piace la macchina, ti è piaciuta forse già allora quando dopo 15 giorni di ospedale, in una tutina termica molto più grande di te, sei arrivato a casa.
Quei primi giorni di poco lampadario e tante luci soffuse, di sussurri durante le poppate notturne e sorrisi diurni...
La preoccupazione alla prima colica e la felicità data dai sorrisi che dispensavi alla fine del sonnellino pomeridiano; la sorpresa del primo dentino e il dolore di quelli seguenti, che hai messo quasi tutti insieme. Il mio ometto sorridente.
Tesoro mio, questo sei tu... in quella piega dietro l'orecchio, il posticino più morbido e tenero da baciare, insieme al sentore di cloro che ormai fa parte di te, c'è ancora il profumo di quel neonato. ❤️

mercoledì 18 marzo 2015

Caro Domenico, l'amore non ha un'etichetta con le istruzioni per il lavaggio

E' di questi giorni la polemica tra Domenico Dolce (D&G vi dice qualcosa?) ed Elton John a proposito della paternità omosessuale.

Io resto della mia idea: l'amore non si cataloga, non ha istruzioni, non ha etichette.
Non si sa mai se lavarlo a mano o sbatterlo in lavatrice con le lenzuola.
Non si capisce nemmeno se è fatto di lino, così facilmente stropicciabile eppure resistente, o se è una seta, liscia liscia ma delicata uh!, signora mia...

Perché se non fosse così, ci sarebbero tante coppie in apparenza mal assortite ma che in realtà funzionano benissimo?

Ecco qui, spiegato benissimo...


E voi, come lavereste e stirereste una storia d'amore?

mercoledì 11 marzo 2015

Perché non facciamo che "corri come una femmina" significhi anche "vinci la gara"?

Oggi ho trovato un video che mi ha come spesso succede lasciata lì a riflettere, ma non scriverò niente, le mie opinioni credo le conosciate... ed il video dice tutto.

Certo, è in inglese, ma vale la pena sforzarsi.

Fatelo, e traducetelo alle vostre figlie e nipoti.

... magari anche ai maschi, dài.