mercoledì 17 giugno 2015

A lunga durata

Sono in vacanza, la mia preziosa settimana di vacanza a giugno.
Per me significa tornare nella cittadina ligure dove ho trascorso le vacanze della mia giovinezza, dove porto al mare il mio bimbo da che è nato.
È una settimana di completo relax, di esperienze gastronomiche vecchie e nuove, di scoperte di negozi e locali, di shopping fatto con tutta calma.
Stamattina intorno alle 11:30 ho accompagnato la mia mamma alla ricerca di un rossetto, ma essendo lei una signora che tiene si all'immagine, ma anche alla sostanza, l'ho portata da Kiko (è ovunque, no?).

Beh, tra le pur tante proposte non ha trovato il colore che cercava... eppure abbiamo cercato!

Quello che mi ha lasciata sconcertata qualche ora dopo però è stato che un certo "Double touch lipstick", un rossetto a lunga durata, in effetti mantenesse le promesse, anche più del previsto... questa è la mia mano, sulla quale ho provato il colore, fotografata alle 20:


Tra l'applicazione del rossetto e la foto ci sono stati in mezzo due bagni in mare, qualche spalmata di crema solare e un numero ragionevole di lavaggi di mani.

Fate voi.

Io, per me, tornerò al mio buon vecchio "Ultra glossy stylo" numero 811 😊


giovedì 16 aprile 2015

6 TU

Quando ti guardo svestito e vedo la tua schiena, le tue gambe muscolose e le spalle larghe, mi sembra incredibile che tu sia lo stesso neonato che ho portato via con me qualche anno fa, in una fredda sera di gennaio.
Così piccolo e indifeso, dovevi aver sentito la nostra emozione nel sistemarti nel guscetto e non parlare, papà guidando e io cercando di scorgere un movimento, un'emozione, un piccolo vagito.
Ti piace la macchina, ti è piaciuta forse già allora quando dopo 15 giorni di ospedale, in una tutina termica molto più grande di te, sei arrivato a casa.
Quei primi giorni di poco lampadario e tante luci soffuse, di sussurri durante le poppate notturne e sorrisi diurni...
La preoccupazione alla prima colica e la felicità data dai sorrisi che dispensavi alla fine del sonnellino pomeridiano; la sorpresa del primo dentino e il dolore di quelli seguenti, che hai messo quasi tutti insieme. Il mio ometto sorridente.
Tesoro mio, questo sei tu... in quella piega dietro l'orecchio, il posticino più morbido e tenero da baciare, insieme al sentore di cloro che ormai fa parte di te, c'è ancora il profumo di quel neonato. ❤️

mercoledì 18 marzo 2015

Caro Domenico, l'amore non ha un'etichetta con le istruzioni per il lavaggio

E' di questi giorni la polemica tra Domenico Dolce (D&G vi dice qualcosa?) ed Elton John a proposito della paternità omosessuale.

Io resto della mia idea: l'amore non si cataloga, non ha istruzioni, non ha etichette.
Non si sa mai se lavarlo a mano o sbatterlo in lavatrice con le lenzuola.
Non si capisce nemmeno se è fatto di lino, così facilmente stropicciabile eppure resistente, o se è una seta, liscia liscia ma delicata uh!, signora mia...

Perché se non fosse così, ci sarebbero tante coppie in apparenza mal assortite ma che in realtà funzionano benissimo?

Ecco qui, spiegato benissimo...


E voi, come lavereste e stirereste una storia d'amore?

mercoledì 11 marzo 2015

Perché non facciamo che "corri come una femmina" significhi anche "vinci la gara"?

Oggi ho trovato un video che mi ha come spesso succede lasciata lì a riflettere, ma non scriverò niente, le mie opinioni credo le conosciate... ed il video dice tutto.

Certo, è in inglese, ma vale la pena sforzarsi.

Fatelo, e traducetelo alle vostre figlie e nipoti.

... magari anche ai maschi, dài.



mercoledì 4 marzo 2015

Emily

It was terribly hot, that summer.
The wax candles I used to put away in my kitchen’s highest cabinet had melt and were no longer not only the same shape, but not even usable.
Days were long like only July days in Georgia can be, damp and sticky like flypaper, and there we stood, stuck in our houses, the closest to our fans, the better.
Not even the nights were of relief, as the Ku Klux Klan had started again with their raids. I was getting used to sleep with only one eye closed. Every dog barking could herald a new assault, every unusual noise could mean troubles.
I had learnt not to make me notice too much, just saying hallo and goodbye doing my grocery, a few words after the service and then directly home. I had started being vague also when I found new ladies to help: I usually informed them that I lived in that part of the town, and they were usually satisfied with that information.
After Corinna’s son was killed and she had received so many threats of being burnt alive in her own house had she dared saying anything about that night, this is the least I can do to protect me.

Now, I have saved a lot of money, you know, and If I work another pair of years I can afford the trip to New York, where my sister lives.
Just the trip, then I’ll have to work there, too. Selma, that’s my sister’s name, keeps writing me letters recommending me to listen to the radio and to try to imitate their accent as much as I can: “they don’t understand and they don’t stand people talking slowly and lazily as you do in Georgia”. So I have to train with their stupid and quick and fake accent, if I want to find a lady to help there, in New York. Every night preparing my meal I listen to the news and try to imitate them, the New Yorkers. Sometimes I burst out laughing, and I wonder what I could look like if someone were here to spy on me.
Two years, two more years, and then I’ll go.
It will be hard, I know.
I’m old and time does not come back.
I’m already 47.