Me lo ero chiesta anch'io e mi rispondevo con un "boh!", pensando a quanti fighetti avrebbero voluto comprarli per vedere subito se nelle vicinanze c'era un tabaccaio o una pizzeria.
Invece, oggi i Google Glasses hanno esordito in un ospedale che conosco, con un medico che conosco... bene.
C'è poco da fare, in quest'epoca autoreferenziale non esiste sostantivo più azzeccato di SELFIE.
Quasi nessuno resiste a ritrarre se stesso nel suo momento migliore, pronto per una festa o invece pronto per andare a correre.
L'estate scorsa, la moda del momento era fotografare le proprie estremità una volta toccato il suolo della località di vacanza prescelta (ebbene sì, quello l'ho fatto anche io).
Ora secondo me la cosa sta decisamente prendendo una piega umoristica, perché pare sia molto in voga fotografare le proprie facce dopo aver... beh, diciamo dopo gli incontri amorosi (e mi chiedo: si vedranno belli? ... mah!)
Comunque sia, mai come questa mattina mi sono resa conto di essere definitivamente e assolutamente inadeguata a questo modo di fare "social": nel fine settimana, ho incontrato cari amici che non vedevo da tempo, tanto tempo e...
Anche se non siamo così bellissime, nulla ci vieta di guardare più volte questo video di Dior e cercare di ricreare almeno in parte sul nostro viso la magia che dona un tocco di rosa.
Avere un figlio maschio è impegnativo: niente pomeriggi a ritagliare i vestitini di carta nel "Gira la Moda", pochi film al cinema, molte ore passate a guardar calciare un pallone, serate a discutere sull'ora in cui andare a dormire, soprattutto il lunedì, quando le trasmissioni sul calcio si sprecano e l'Italia diventa la patria di milioni di aspiranti commissari tecnici.
Ieri mi sono "sorbita" una vera giornata da tifosa, dall'acquisto del biglietto in curva, al panino preso al chiosco, all'attesa dei giocatori una volta terminata la partita: l'attesa è stata lunga, ma la faccina orgogliosa di mio figlio quando uno alla volta i suoi campioni accettavano di farsi fotografare con lui, ha ripagato la pazienza che ho dovuto metterci.
Così ho finalmente potuto apprezzare quello che i vecchi tifosi granata amano della loro squadra: molti giocatori si fermano ancora a salutare, farsi fotografare, non hanno la puzza sotto il naso dei "salvatori della Patria" che militano in altre squadre e tirano dritto.
Soprattutto, tanta tenerezza e fiducia nel fatto che non tutto il calcio sia popolato di palloni gonfiati, mi ha fatto Matteo Darmian, che contrariamente ai compagni di squadra è uscito dallo stadio a piedi, con un trolley, per mano alla fidanzata e con mamma e papà.
Qualche tempo fa ho fatto la conoscenza con foulards, sciarpe, sciarpine, stole eccetera.
Pensavo di usarle solo di tanto in tanto, quando una collega mi disse di essere stata in un negozio in cui aveva visto tantissimi foulards di tutte le misure e di aver pensato a me: "li porteresti benissimo", mi disse.
Ogni tanto ancora porto a spasso uno dei miei foulards, una pashmina, una sciarpa... ... mi stavo chiedendo se non fossi un po' demodé e non ricordassi una vecchia zia, una di quelle che parlano della sciarpina come mezzo utile soprattutto a proteggere la gola dal freddo, quando ho trovato questo filmato sulla bacheca di Facebook di un'amica.
La modella è deliziosa, il ritmo della presentazione elegante senza noia, insomma... un vademecum da scaricare sul telefonino per avere sempre un'idea nuova su come indossare quella striscia di seta.
Grazie a Cinzia Belliero, che di filati se ne intende, e che ha pubblicato il video sulla sua bacheca. ... a proposito Cinzia, avresti mica idea di dove posso trovare una sciarpa come la sua? Una delle prime tre... grazie! :)